Bruce Lee a Hong Kong e… Gli “Spaghetti di soia con pollo e verdura”!

Una stella luminosissima, apparsa all’improvviso in cielo…   Ma invece era solo una meteora…  che disegnò  una lunga scia luminosa… e   durò pochi istanti! Poi andò rapidamente a schiantarsi, proprio come succede a tutte le stelle cadenti. Si consumò così, in poco più di due anni  la rapida carriera  di Bruce Lee … Ma era  bastato quel breve volger di  tempo perché tutto l’Occidente si appassionasse alle arti marziali…  E  il  cinema di Hong Kong  da allora non fu più lo stesso… Velocità, violenza, meraviglia… un montaggio nervoso e fratturato, improvvisi salti di campo  che andavano a sostituirsi al piano sequenza e alla teatralità della recitazione… Quando Tarantino molti anni dopo si inventò la saga di Kill Bill, con tutti quei feroci, saettanti combattimenti sono  il cinema d Hong Kong  e Bruce Lee che andò a saccheggiare…

Per Bruce, un ragazzino turbolento, era stata una necessità imparare le arti marziali…   Era sfuggito presto al controllo  dei genitori… Una famiglia rispettabile che ne faceva una tragedia..  Ed era già entrato nelle bande di quartiere che si affrontavano per il dominio del  territorio… Forse apparve ai genitori un’ ancora di salvezza quell’improvvisa voglia di imparare le antiche discipline e lo mandarono da uno dei migliori maestri…  Yip Man  gli insegnò il Kung Fu nello stile di Wing Chun… Con  quei terribili  pugni a catena  che colpiscono l’avversario a ripetizione  e i calci ad altezza medio bassa che  a volte arrivano sino al viso … Di suo Bruce ci aggiungeva la boxe occidentale e le lezioni di scherma che prendeva dal fratello, il fittness, la resistenza muscolare e la flessibilità… Anni dopo ne fece una disciplina tutta sua, metà metodo metà improvvisazione, “uno stile senza stile” che chiamò Jeet Kune Do… Avrebbe anche potuto avere una carriera cinematografica a Hong Kong… il padre era dell’ambiente e sin da piccolo gli aveva  trovato parecchie ruoli nel  prolifico cinema di Hong Kong… Invece  ad un certo punto  quel ragazzo la famiglia se lo tolse di torno…  Litigava con tutti, non studiava… l’aveva anche fermato  la polizia…A San Francisco, dove era nato Bruce, avevano dei parenti… Ma anche lì durò poco, si tasferi a Seattle e andò all’Università … In quel periodo doveva aver messo la testa a partito perchè riuscì quasi a laurearsi…E  si sposò … Proprio con una compagna di Università.

La carriera cinematografica, ormai abbandonata da ann i  fu  comunque il suo destino… Si accorse di lui William Dozier  visionando i filmati di di un campionato di Karatè…e Bruce cominciò ad avvicinarsi al suo  personaggio entrando dalla porta di servizio,  con Kato, l’aiutante di Green Hornet nella serie televisiva del 1966 – 67. Ci volle ancora qualche ruolo secondario, ma oramai l’immagine  del combattente cinese si era imposta e Hong Kong andò a recuperare il figliol prodigo…”Il furore della Cina colpisce” ancora è  del 1971, Bruce Lee è Cheng Chao An e  diventa un caso internazionale. Non era stato pensato per lui …Lee entrò in seconda battuta e fu  la fortuna  dei produttori perché il film batté tutti i record di Hong Kong con oltre 3 milioni di dollari locali di incasso. Il ragazzo di paese, campione di arti marziali, che aveva giurato alla madre che non avrebbe più combattuto… fa piangere di commozione quando lo torna a fare, mettendo fuori gioco tutti gli scagnozzi del perfido padrone della fabbrica… Il perché del suo enorme successo  è stato oggetto di seri studi antropologici e sociali…. Probabilmente  è dovuto   al fatto che il  proletario urbano cinese si era  identificato   con l’ eroe sempliciotto che combatte a mani nude… Qualcosa di simile avviene quando Lee diventa icona anche del pubblico Occidentale, specie quello suburbano e di colore… La gente si rende conto… Lui  è  un attore che che sa veramente combattere, non finge e offre un livello di autenticità mai visto prima…  Dopo ci sarà la sfida fra scuole rivali di arti marziali  in “Dalla Cina con furore” e Lee diventa l’ emblema del nazionalismo cinese… Il suo Chen Jeh non è un semplice protagonista di una storia come tante…  E’ l’eroe, il “buono”, e tutti  lo guardano  e  si investono nelle sue scelte anche se … sul  piano etico, il suo Chen è la negazione del  vero marzialista… Qui non c’è nessuna delle sue virtù…  Nessuna traccia di tolleranza, compassione, umiltà, pacifismo… Ma questo nessuno lo sa…  O fa finta di non saperlo e comincia a impazzire  quando Chen… e non sono ancora finiti i titoli di testa… si è già scatenato… Ci saranno ancora altri due film… in cui Lee  pieno di marziale successo arriva a far strage in Occidente…

Chissà cosa sarebbe successo se ci fossero stati altri film… Sarebbe durata quella follia  di cinque continenti, quell’identificazione così totale, quella passione scatenata? Forse era una moda e sarebbe finita presto… Forse altri personaggi avrebbero sostituito Bruce … Si avvicinava l’epoca dei Super eroi….Ma questo non lo sapremo ma

“Muor giovane chi è caro agli Dei” dicevano gli antichi greci e mai questo fu così vero come per  Bruce… Se ne andò via  a trentadue anni, all’improvviso… Mentre era a casa di un’amica… forse la sua amante… E quì già cominciamo a entrare  nella leggenda… Era stata  la mafia cinese a ucciderlo perché Lee  aveva osato mostrare  all’Occidente i segreti, tutti orientali, delle Arti marziali? Fu un’allergia al medicinale che gli aveva dato la sua amica per fargli passare il mal di testa?. O forse Lee si faceva di coca che una volta mischiata con la medicina creò un cocktail infernale? O forse quel violento mal di testa era  il sintomo dell’ edema  che si stava formando? Forse se fosse andato subito in ospedale senza prendere medicinali… Forse, forse… Nessuno è riuscito a chiarire cosa sia successo a Bruce… Qualcuno ha detto che non era morto… Uno scambio di persone…  Bruce era entrato nel mito!

Fra San francisco, dov’era nato, Hong Kong dove  era cresciuto, Seattle dove  si era innamorato … quale è stata la patria di Bruce Lee, cittadino di Oriente e Occidente?  Difficile  saperlo! Per la ricetta, dopo un po’ di dubbi, abbiamo puntato su Hong Kong, una città divisa fra molte culture come era  lui… E abbiamo scelto gli:

SPAGHETTI DI SOIA CON POLLO E VERDURE

INGREDIENTI per 4 persone: 300 grammi di spaghetti di soia, 400 grammi di verza fresca, 150 grammi di peperoni, 400 grammi  zucchine “romanesche”( è vero che in Cina è un po’ difficile trovarle, ma in ogni caso sono preferibili a tutte le altre perché meno acquose, più saporite  e più profumate ), 150 grammi di carote, 300 grammi di germogli di soia, 1 cipolla bianca di media grandezza, 400 grammi di fuselli di pollo, salsa di soia a piacere, olio extra vergine di oliva a piacere (può sembrare strano trovare l’olio extra vergine di oliva in una ricetta cinese, ma e’ una scelta di salute perché, la maggior parte degli altri oli, una volta  superati i 100°C, possono essere tossici o dannosi all’organismo), sale  q. b.

PREPARAZIONE: lavate accuratamente le verdure,togliete i semi ai peperoni, affettate la cipolla, tagliate a strisce peperoni e verza, a julienne la carote e a tocchettile zucchine. Lavate le cosce di pollo,togliete la pelle, disosossatele e tagliate la carne a striscioline. In una larga padella scaldate l’olio,rosolate la cipolla a fuoco basso che evitare che si bruci e poi aggiungete la carne di pollo, fatela appena rosolare e aggiungete poi i peperoni, Dopo qualche minuto aggiungete la verza,il sale e mezzo bicchiere di acqua. Coprite la padella e fate cuocere per circa 3o minuti. Aggiungete carote, zucchine e germogli di soia e salsa di soia.

In una pentola con acqua in ebollizione versate gli spaghetti, salate e fate cuocere per 5 minuti. Se gli spaghetti fossero troppo lunghi per i vostri gusti, tagliateli a metà dopo averli scolati e metteteli a insaporire nella padella delle verdure e pollo. Dopo 5 minuti potete togliere il tutto dal fuoco e  servire.

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